Trafugati dati dalla mailing list
- Franco Magi
- 1 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
La mailing list dell’associazione Poggini per Poggio è stata con certezza trafugata e proviene probabilmente da una mailing list della precedente associazione “Insieme per Poggio”, che a sua volta contiene indirizzi mail in uso (legittimo) alla Cooperativa Poggio dei Pini.
Numerosissimi soci ed abitanti del Poggio ci hanno infatti informato di ricevere frequentemente mail dalla associazione Poggini per Poggio senza nemmeno conoscerli e senza aver mai fornito loro un consenso informato.
Inutile ribadire che per giurisprudenza pietrificata “l’acquisizione e l’utilizzazione di indirizzi e-mail, senza la previa acquisizione di un informato consenso degli interessati, integra un ripetuto illecito trattamento di dati personali”, ovvero che “la mera conoscibilità di fatto di un indirizzo di posta elettronica non legittima il titolare del trattamento ad inviare messaggi”, ovvero ancora che “l’indirizzo di posta elettronica dell’interessato, che costituisce un suo dato personale, ove non risulti provenire da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque, non può essere oggetto di trattamento da parte di terzi senza il previo consenso informato dell´interessato o in presenza di un altro dei presupposti del trattamento indicati nell´art. 12 della legge n. 657/1996”.
C’è da rimanere interdetti di fronte a certi comportamenti doppiopesistici, soprattutto alla luce del fatto che – tra le varie denunce presentate – i Poggini per Poggio avevano segnalato per violazione dei dati personali perfino una giovane studentessa di Poggio dei Pini, che aveva sottoposto un questionario, ed alla quale va tutta la mia incondizionata solidarietà. Quando riguarda gli altri, sono molto severi, se riguarda loro medesimi, sono molto tolleranti.
Il presidente dell’associazione Nurchis, a conoscenza delle pesanti sanzioni previste, dovrà richiedere a tutta la mailing list che hanno trafugato un regolare consenso informato. Non sarà sufficiente inviare una generica mail affermando che si intende acquisito il consenso se non rispondono entro un certo termine, la norma prevede che il consenso deve essere espresso.
Attendiamo la “igienizzazione” delle liste, e suggeriamo di chiedere il consenso anche ai loro amici Guðbjörg Guðmundsdóttir e Nahomy Tzun. Noi siamo più tolleranti di loro, gli diamo l’opportunità di rispettare “spontaneamente” le norme. Se non lo faranno, interverrà il Garante della Privacy.
Talché, esigendo puntiglio dalle persone che denunciano, dello stesso puntiglio periscano ove cercano di utilizzare i più grossolani punteruoli amministrativi.




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