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I Poggini per Poggio e l’arte di dire no (a prescindere).

C’è un luogo, nella nostra Poggio, dove il tempo sembra essersi fermato.


Non è una piazza storica, non è un museo: è la riunione mentale permanente dei Poggini, lo sparuto gruppo che da anni combatte una battaglia epocale contro il nemico più subdolo di tutti: le opere pubbliche.


Non importa cosa siano. Un lago? No. Una piazza? No. Una riqualificazione? Doppiamente no. Il principio è semplice, granitico, quasi filosofico: se è pubblico, va fermato. Possibilmente prima, meglio ancora se senza leggerlo, e con una buona dose di sospetto cosmico.


Quando si parlava della messa in sicurezza del lago, i Poggini per Poggio avevano già capito tutto. Catastrofe annunciata. Spreco. Oscure manovre. Disastro ambientale. Oggi, ironia della sorte, il nostro lago è diventato uno dei luoghi più belli e vissuti del territorio, nelle cui sponde passeggiano pure loro (anche sabato scorso sono stati avvistati Peppo Biggio ed il dott. Nurchis).


Ma si sa: la realtà è sopravvalutata, quando hai già una teoria. Oggi tocca alla piazza Maria Carta. E siccome fermare i lavori a mani nude è faticoso, entra in scena l’arma finale: l’accesso agli atti. Che, sia chiaro, è uno strumento sacrosanto. Ma usato così, a raffica, più che trasparenza sembra guerriglia amministrativa. Un modo elegante per dire: “Non vogliamo capire, vogliamo bloccare”. La scena è ormai un classico: “Non siamo contrari a prescindere”.


Ecco 27 dubbi, 14 sospetti e 3 ipotesi che ricordano vagamente lo sbarco sulla Luna. Perché il problema non è la piazza. Il problema è che qualcuno ha deciso qualcosa, e questo per i Poggini per Poggio è già di per sé sospetto. Che funzioni, migliori la Comunità o venga apprezzato dalla maggioranza, è un dettaglio secondario. Nel loro mondo ideale, Poggio dei Pini sarebbe immobile, intatta, congelata in una cartolina del “si stava meglio quando non cambiava niente”.


Preferivano il degrado al posto del lago.


Una comunità senza lavori, senza cantieri, senza futuro… ma con montagne di carte protocollate. La buona notizia? Poggio dei Pini è più grande dei Poggini per Poggio.




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