Poggio dei Pini: viadotto di rara bruttezza, la Todde va avanti. Convocata Conferenza di servizi per il 09 ottobre.
- Franco Magi
- 24 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Lo spreco di 15 milioni di euro e la devastazione del paesaggio mascherati subdolamente da messa in sicurezza del territorio vanno avanti, e la Regione pentastellata a guida Todde ha appena convocato la Conferenza di Servizi istruttoria per il 09.10.2025 alle ore 10:30, finalizzata a esaminare il piano di lavoro che sarà illustrato dalla Proponente.
A parole l’attuale presidente si è sempre professata a favore del verde e dell’ambiente, ma nei fatti insiste per calare e colare nel cuore di Poggio dei Pini, in area sottoposta ad un triplice vincolo paesaggistico ed in coda allo splendido lago, 15 milioni di cemento armato ed acciaio, devastando la vallata.
Come già accaduto anni fa, l’intera Comunità si sta mobilitando per impedire un simile scempio, che cagionerebbe un danno eterno e permanente al territorio. Il Consiglio comunale di Capoterra, per ben due volte ed all’unanimità, si è espresso contro qualsivoglia ipotesi devastatrice, privilegiando il telecontrollo (come avviene in tutti i paesi avanzati).
Non si può infatti pensare di buttare oltre 15 milioni di euro per servire poco più di 300 famiglie che vivono nella Poggio “alta”, la cui tutela sarebbe ampiamente garantita da un efficiente piano di protezione civile connesso ad un sistema di telecontrollo (che chiude le sbarre in caso di innalzamento del livello dell’acqua).
Peraltro, a seguito della disastrosa alluvione di Firenze del 1966, che ha creato immensi danni alle persone ed al patrimonio culturale, nessuno ha mai pensato di radere al suolo Santa Maria Novella ed il centro storico, nonostante che un’eventuale replica dell’alluvione del 1966 sarebbe oggi ancora più distruttiva: si è calcolato che oggi il livello delle acque, esondate con le stesse modalità di allora, supererebbe di circa due metri quello del 1966.
Oltretutto in questi sessant’anni molte zone a quel tempo deserte o a conduzione agricola sono state trasformate in quartieri densamente abitati o in aree industriali, basti pensare alla zona dell’Osmannoro e a gran parte del territorio comunale di Campi Bisenzio. Ci aspetta una battaglia in difesa del territorio, se uniti vinceremo.
Chiederemo alla Regione di illustrare il progetto in un Consiglio comunale aperto, con la partecipazione dei cittadini, e sottoporremo, se necessario a referendum le opzioni (compresa la opzione 0, telecontrollo senza la realizzazione di alcun viadotto).






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