Poggio dei Pini: "senza viadotto demoliamo il ponticello"
- Franco Magi
- 16 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Già alcuni anni fa la Regione, ed in particolare l’ex assessore regionale Paolo Maninchedda (di Macomer, esattamente come la Metassociati che vinse il concorso internazionale di progettazione del ponte unanimemente definito “di rara bruttezza”) aveva tentato di “costringere” la Comunità di Poggio dei Pini ad accettare la devastazione del proprio territorio attraverso l’utilizzo sistematico delle menzogne: Maninchedda aveva chiesto la demolizione del ponticello sulla strada n. 51 e perfino inviato alla Procura della Repubblica gli atti.
Peccato che gli tornò a boomerang, perché a seguito delle indagini fu accertato che l’attraversamento non solo era autorizzato e collaudato, ma era perfino stato realizzato con risorse pubbliche.
Oggi, nel silenzio dei Poggini per Poggio, emerge un fatto a dir poco sconcertante: nel maldestro tentativo di perseverare nel colare 15 milioni di euro in coda al lago, viene “rispolverato” il vecchio “cavallo di battaglia”, demolire il ponticello per isolare Poggio dei Pini, e costringere gli abitanti ad accettare l’orribile viadotto ferroviario in coda al lago.
Tutto ciò è stato messo nero su bianco alla pseudo-assemblea dei Poggini per Poggio (ad inviti, riservata), alla quale non ha partecipato nessuno (e nemmeno si è svolta a Poggio dei Pini), con una sala inesorabilmente vuota.
Ebbene, i Poggini per Poggio fanno strumentalmente la domanda se esista una opzione 0, e si felicitano della risposta del direttore generale dei Lavori pubblici: “non è detto che se si dovesse scegliere l’opzione 0 il ponticello esistente possa restare in piedi”.
Ma cittadini ed istituzioni non si faranno certamente intimorire da questa goffa minaccia: il ponticello è regolarmente autorizzato e collaudato, e non può essere demolito.
Non ci sfugge che è sottodimensionato rispetto alle portate stimate, al pari di altri migliaia in Italia. Potrà anche andare sott’acqua nel caso di un evento meteorico particolarmente intenso, ricostruirlo costerà 10 mila euro. L’importante è salvaguardare le vite umane.
Con un piano di protezione civile e con il telecontrollo si può, tanto più con la realizzazione del ponte in sicurezza all’ex Hydrocontrol, che consentirà una via di entrata ed uscita permanentemente in sicurezza.






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