Poggini per Poggio: la sconfitta del 28 giugno in pieno barocco andino (1690)
- Franco Magi
- 2 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 3 lug 2025
Concludiamo il nostro percorso nell’arte immaginando che la sconfitta dei Poggini per Poggio fosse avvenuta il 28 giugno 1690, a Cuzco, nel vice reame spagnolo del Perù.
Ecco lo straordinario risultato, che può essere realistico anche alla luce del fatto che Poggio dei Pini è immersa tra i monti, proprio come Cuzco e la vicina Machu Picchu.
La cosiddetta scuola di Cuzco, città d’origina incaica che continuò ad essere importante centro politico e culturale durante la dominazione spagnola, si caratterizzò per l’originalità dei dipinti in cui si ritraggono diversi personaggi, con particolare cura nella rappresentazione di abiti e oggetti preziosi. Dopo il terremoto del 1650 che distrusse o danneggiò molti edifici della città, fu assegnata la decorazione di chiese e collegi ad alcuni artisti locali, come Diego Quispe Tito e Basilio Santa Cruz Poma Callao.
La pittura di questi maestri e dei loro allievi si caratterizzò per un certo arcaismo stilistico, l’uso di ornati dorati, l’eliminazione di un ambiente verosimile sostituito da un paesaggio simbolico, dando così vita a un’originale iconografia sacra che ha avuto la sua espressione più autentica nella serie degli arcangeli archibugieri, angeli avvolti in vestiti ricchissimi, decorati in oro, che impugnano fucili, così come nei ritratti di madonne e sante ornate d’oro e gioielli. In questo modo, una parte della mentalità indigena riuscì a inserirsi nello schema occidentale, sopravvivendo nei contenuti espressi nella creazione artistica.
In sintesi, lo stile mestizo sviluppa una propria decorazione, i cui temi principali rispondono a motivi manieristi, preispanici, elementi naturali locali, temi cristiani prerinascimentali. La compresenza di elementi locali e di motivi classici, attraverso il manierismo, riflettono la visione dominante della natura e dell’uomo americano, inizialmente considerato idolatra e, quindi, paragonabile al pagano del mondo classico, prima che il cristianesimo compisse la sua opera pervasiva di razionalizzazione e convincimento.
Il sopravvento della produzione artistica degli artisti indigeni permette che gli elementi dell’umanità, della flora e della fauna siano presenti un po’ ovunque ed esprimano la realtà andina. Inoltre, queste tematiche si diffondono anche attraverso le arti minori: mobilio, tessuti, ceramica, oreficeria, rendendo così lo stile mestizo diffuso e duraturo, al punto che ancora oggi se ne percepiscono le conseguenze nella produzione locale.





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