Piazza Maria Carta: più verde, più spazi per i cittadini. E la petizione? chi l'ha vista?
Mentre qualcuno continua a sbandierare numeri e firme, della petizione annunciata contro la riqualificazione di Piazza Maria Carta, almeno per quanto ci risulta, in Comune non vi è ancora traccia. Nel frattempo, il progetto va avanti, con un obiettivo preciso: restituire alla collettività una piazza più bella, più verde, più funzionale e finalmente fruibile da tutti.
Partiamo dai fatti, che evidentemente interessano meno delle polemiche.
Il nuovo progetto di riqualificazione di Piazza Maria Carta prevede una superficie verde sensibilmente superiore a quella attualmente esistente, che sarà ulteriormente incrementata attraverso gli interventi migliorativi in corso di valutazione.
Tutti gli alberi esistenti saranno salvaguardati. Nessun abbattimento degli alberi presenti, dunque, mentre gli interventi sulla vegetazione riguarderanno esclusivamente le essenze arbustive e i cespugli necessari alla nuova sistemazione.
Quanto alla fontana, la sua eliminazione non risponde affatto a ragioni estetiche, come qualcuno vorrebbe far credere. La scelta deriva dalle problematiche di manutenzione e gestione che hanno caratterizzato l'impianto e dalla volontà di realizzare uno spazio aperto, versatile e utilizzabile anche per manifestazioni, spettacoli ed eventi pubblici.
Una piazza viva, insomma. Non un monumento all’immobilismo.
LA PETIZIONE FANTASMA: CHI L’HA VISTA?
Da settimane si parla di una petizione, di centinaia di firme, di una presunta sollevazione popolare contro il progetto. Eppure, al di là degli annunci e dei numeri sbandierati, non ci risulta che la tanto pubblicizzata petizione sia stata depositata presso il Comune di Capoterra.
Naturalmente, qualora venga presentata, sarà esaminata con la dovuta attenzione.
Occorre però distinguere nettamente due situazioni.
Da una parte ci sono i cittadini che hanno eventualmente sottoscritto in buona fede una petizione, magari sulla base di informazioni incomplete o inesatte. Sono cittadini che meritano rispetto, attenzione e risposte puntuali. Le loro osservazioni devono essere ascoltate, indipendentemente dal numero delle firme.
Dall’altra parte ci sono coloro che sembrano aver trasformato la riqualificazione della piazza nell’ennesima occasione di contrapposizione politica, cavalcando qualsiasi argomento pur di alimentare polemiche.
Tra questi, naturalmente, non potevano mancare i Poggini per Poggio (Prof. Sandro Corso, Pierpaolo Nurchis), ormai impegnati in una battaglia permanente contro tutto ciò che non porta la loro firma.
E poi c'è l’immancabile maestro Puddu, personaggio che meriterebbe un capitolo a parte.
Un talento musicale evidentemente incompreso, che rivendica un repertorio di oltre 400 composizioni, libri pubblicati e una notorietà internazionale che, curiosamente, sembra essersi fermata proprio alle porte di Poggio dei Pini.
Oggi, tra una dissertazione e l’altra, soprattutto con l’ausilio di ChatGPT, interviene praticamente su tutto e su tutti, dispensando giudizi e lezioni. E, a quanto si racconta, coltiverebbe persino l’ambizione di candidarsi con l’opposizione alla rispettabile età di ottant’anni. Non capendo che un “gigante” come lui sarebbe come minimo capolista nella nostra lista..
Naturalmente, candidarsi è un diritto di chiunque, a qualsiasi età. Ma sarebbe interessante comprendere quali proposte concrete questi instancabili oppositori abbiano per Piazza Maria Carta, oltre alla sistematica contestazione di qualsiasi iniziativa.
LE ATTIVITÀ COMMERCIALI: MASSIMA COLLABORAZIONE, MA LA PIAZZA NON È UNA PROPRIETÀ PRIVATA
La scorsa settimana si è tenuta, alla presenza del Sindaco, una riunione con le attività produttive che si affacciano su Piazza Maria Carta.
L’incontro ha confermato due atteggiamenti profondamente differenti.
Da parte della maggioranza delle attività è emerso un apprezzabile spirito di collaborazione, nella consapevolezza che una piazza riqualificata, più bella e maggiormente frequentata rappresenti un’opportunità anche per gli esercizi commerciali e le attività di volontariato presenti.
Diverso, invece, l’atteggiamento manifestato dai rappresentanti del bar e della pizzeria, le cui posizioni sembrano muovere da una singolare concezione degli spazi pubblici: quasi che la piazza costituisse una naturale pertinenza delle rispettive attività.
Ma Piazza Maria Carta non appartiene né al bar né alla pizzeria. Appartiene ai cittadini di Capoterra. A tutti, senza eccezioni.
Per decenni consistenti porzioni della piazza sono state utilizzate dalle attività commerciali, con sistemazioni che hanno incluso lastroni di cemento, chioschi “Algida” e persino prato sintetico, soluzioni certamente discutibili sotto il profilo estetico e della qualità urbana.
Sulla legittimità e sui titoli delle occupazioni, ove necessario, saranno gli uffici competenti a effettuare le opportune verifiche. Resta comunque fermo un principio elementare: l’utilizzo prolungato di uno spazio pubblico non lo trasforma in una proprietà privata.
Nel corso dell’incontro è stato ribadito il massimo rispetto per tutte le attività produttive, per le loro esigenze economiche e per il lavoro che svolgono quotidianamente.
Ma rispetto e collaborazione non possono significare subordinare l’interesse generale alle pretese di singoli operatori.
UNA PIAZZA DA 1,3 MILIONI DI EURO, NON UN’OCCASIONE DA PERDERE
L’Amministrazione comunale ha destinato 1.300.000 euro alla riqualificazione di Piazza Maria Carta, un investimento importante che consentirà di trasformare uno spazio centrale della comunità in un luogo più accogliente, verde e funzionale.
Il confronto con i cittadini e con le attività produttive proseguirà, così come la valutazione delle proposte migliorative.
Ma il principio che guiderà l’intervento non è negoziabile.
Piazza Maria Carta è un bene pubblico. Deve essere accessibile e fruibile gratuitamente da tutti i cittadini, in qualsiasi momento, nel rispetto delle normali regole di utilizzo degli spazi collettivi.
Non è il cortile di un esercizio commerciale, non è uno spazio da riservare a pochi e, soprattutto, non può diventare ostaggio delle polemiche di chi sembra preferire l’immobilismo a qualsiasi cambiamento.
Chi ha osservazioni serie troverà ascolto. Chi ha proposte concrete troverà disponibilità.
Chi invece preferisce agitare petizioni che ancora non si vedono, alimentare contrapposizioni e trasformare ogni intervento pubblico in una battaglia politica, dovrà farsene una ragione. Piazza Maria Carta sarà più verde, più bella, più viva e soprattutto più pubblica di prima. Perché le piazze appartengono ai cittadini. Non a chi alza maggiormente la voce.




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