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Le giravolte del prof. Sandro Corso

2 minuti fa
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Il prof. Sandro Corso, contrario al frazionamento dei lotti e sostenitore della permeabilità dei suoli. Ma quando si passa dalle parole ai fatti?


Il professor Sandro Corso non finisce mai di stupirci!


Soltanto pochi mesi fa, durante le assemblee informali della Cooperativa Poggio dei Pini, si dichiarava apertamente contrario a qualsiasi ipotesi di frazionamento dei lotti. Una posizione netta, inequivocabile.


Peccato che oggi emerga un suo annuncio immobiliare che merita qualche chiarimento.


Si propone infatti in locazione, a Poggio dei Pini, un «ampio e accogliente monolocale situato al piano terra», composto da salone con zona cottura, zona notte separata, bagno con doccia, completamente arredato e pronto per essere abitato.


Caro professore, una domanda sorge spontanea: predicare contro il frazionamento e proporre in affitto un’unità abitativa autonoma sono due cose perfettamente compatibili?


Naturalmente, affittare una porzione di immobile non significa necessariamente aver realizzato un frazionamento edilizio irregolare. Ma proprio per questo sarebbe interessante sapere se il monolocale pubblicizzato costituisca un’unità immobiliare legittimamente autonoma e quale sia il suo titolo edilizio.


Perché, professore, le regole urbanistiche valgono per tutti. Anche per chi, nelle assemblee, si erge a difensore delle regole stesse. Ma le sorprese non finiscono qui!


Il professor Corso risulta anche tra i firmatari della petizione flop contro la riqualificazione di piazza Maria Carta, nella quale si invoca, tra le altre cose, la tutela della permeabilità dei suoli.


Un principio certamente meritevole di attenzione. Osservando però la vasta superficie pavimentata visibile nella fotografia dell’immobile, viene spontaneo rivolgergli una seconda, semplicissima domanda:

Professore, quelle pavimentazioni sono permeabili? Consentono l’assorbimento delle acque meteoriche? E, soprattutto, con quali criteri ritiene debba essere valutata la permeabilità dei suoli privati rispetto a quella degli spazi pubblici?


Non sosteniamo che la pavimentazione sia abusiva, né che il monolocale sia irregolare: sono circostanze che richiedono verifiche documentali. Chiediamo semplicemente che i principi sostenuti pubblicamente siano applicati con lo stesso rigore anche alle situazioni che ci riguardano personalmente.


Perché è facile invocare regole, vincoli, tutela ambientale e permeabilità quando si discute delle opere degli altri. La vera prova della coerenza arriva quando quegli stessi principi devono essere applicati a casa propria.


Attendiamo volentieri i chiarimenti del professore.


Nel frattempo, una certezza: a Poggio dei Pini il dibattito sulla coerenza continua a riservare sorprese!



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