La tripla gaffe dell'Ingegner Biggio
- Franco Magi
- 6 giu 2025
- Tempo di lettura: 2 min
TRIPLA GAFFE DELL’ING. PEPPO BIGGIO, AUTODEFINITOSI “URBANISTA” – CONFONDE LE CARTE DELLA VARIANTE AL PUC E “INCREDIBILMENTE” RITIENE ILLEGITTIMA UNA PREVISIONE APPROVATA DA SE MEDESIMO NEL 2016. DOPO LA BRUTTA FIGURA SI RIFIUTA DI COMPARARE LE CARTE

Con grande meraviglia e sincero svago ho letto le strampalate affermazioni dell’ing. Giuseppe Biggio, che sorprendono per superficialità e per sciatteria, ma che dimostrano la sua buona fede ma anche certamente la sovrastima che l’ing. Biggio ha di sé e delle proprie capacità.
In primo luogo, desidero rassicurare che né io, né alcun mio parente entro il 25° grado di parentela potrebbero mai pensare di acquistare l’area di Cala d’Orri, per una duplice ragione: la prima è che il Comune di Capoterra, essendo una pubblica amministrazione, avrebbe obblighi di legge nella cessione di qualsiasi suo immobile, la seconda è che riterrei molto improbabile che esistano imprenditori disposti ad investire risorse su tale area, con vista Saras, e se mai esistessero ne sarei ben lieto.
Quanto al merito, rimango allibito nell’apprendere che “si parla di una convenzione “attesa da decenni” quando la variante al Piano di Lottizzazione è stata approvata definitivamente dal Comune di Capoterra nel 16/06/2022, con delibera GC n° 108”. Ed invero, l’estensore di tale affermazione – autodefinitosi urbanista – dovrebbe ben sapere che la competenza alla approvazione degli strumenti di pianificazione è di competenza del Consiglio comunale e non della Giunta, come inopinatamente affermato.
Al massimo, l’esecutivo comunale può approvare uno schema di convenzione, che comunque necessita di una doppia votazione del massimo organo comunale. Non comprendo l’affermazione secondo cui “ma forse l’autore voleva intendere che “certe persone” ci avevano messo gli occhi sopra da decenni”, posto che in più di 60 anni (diconsi sessanta) tale area è rimasta abbandonata ed inutilizzata.
Quanto alla auto-stima per la quale si auto-incensa laddove scrive “preme ricordare che “Poggini per Poggio” si avvale di professionisti del settore di comprovata esperienza”, mi consenta di avere dei legittimi dubbi, che per tabulas ho appena elencato.
Non metto assolutamente in dubbio la buona fede, ma la superficialità e la difficoltà ad interpretare correttamente anche le norme più elementari sono sotto gli occhi di tutti.
Corroborati e certificati dalla triple gaffe che l’ing. Giuseppe Biggio ha fatto nel corso della riunione sul rischio e pericolo per alluvioni ed incendi, nella quale – tra lo stupore generale – ha dapprima affermato che con la variante era stata modificata la destinazione urbanistica della Casa Saggiante (affermazione immediatamente risultata destituita di ogni fondamento), ed alla richiesta di sovrapporre la tavola del 2016 e quella della variante del 2024 ha “timidamente” riferito che “il computer era ormai spento”.
Ma c’è di più. Biggio, nella meraviglia di tutti, ha citato a sproposito non meglio precisate norme che impedirebbero una classificazione di quel tipo di Casa Saggiante, dimentico del fatto che proprio Egli – da dirigente della Regione – aveva certificato la conformità alla legge dello strumento urbanistico approvato nel 2016.
Una autentica figuraccia, ampliata – semmai ve ne fosse bisogno – dall’intervento del dott. Giuseppe Elia Monni, che ha smentito in fatto ed in diritto la inconferente ricostruzione offerta dall’ing. Biggio.




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