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La Regione vorrebbe un viadotto da oltre 3 miliardi di euro per la SS 195, costerebbe più del ponte sullo stretto di Messina

Se dovessimo applicare i parametri ed i ragionamenti secondo i quali la Regione Sardegna persevera nel voler tentare di calare e colare un anonimo viadotto ferroviario da 15 milioni di euro nella città-giardino di Poggio dei Pini, in coda al lago, in area sottoposta ad un duplice vincolo di tutela paesaggistica, dovremmo necessariamente concludere che intende realizzare lo stesso viadotto lungo tutta la SS 195, recentemente chiusa perché sprofondata a seguito della mareggiata, spendendo “soli” 3 miliardi di euro.


Ovviamente sarebbe una ipotesi farneticante, perché occorre invece garantire semplicemente una maggiore messa in sicurezza attraverso la realizzazione di barriere “a mare”, quantomeno nei punti più critici, e la consapevolezza che dobbiamo imparare a convivere con eventi meteorici straordinari, adottando misure di salvaguardia e di protezione civile che tutelino soprattutto la vita delle persone.


E non è pensabile che tali meccanismi di difesa delle coste – come sta succedendo per le barriere a mare a Capoterra – siano “bloccati” sine die da funzionari che fanno le più disparate ed inconsistenti elucubrazioni meta-ambientali, come la tutela dei vermetti, il passaggio di non si sa quale delfino ovvero il disturbo all’udito dei muggini presenti nelle acque circostanti.


I “nostri” Poggini per Poggio, già convinti dagli “esperti Ospiti” sul viadotto a Poggio dei Pini, saranno della stessa opinione sul viadotto per Cagliari.


So benissimo che il ponte sullo stretto di Messina costerebbe 15 miliardi di euro, ma originariamente anche il viadotto di Poggio costava “solo” 7 milioni.




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