La Regione dichiara abusivo il ponte in coda al lago. Dai documenti emerge invece che era stato autorizzato e collaudato da loro stessi
- Franco Magi
- 30 set 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Nel goffo tentativo di intimidire gli abitanti di Poggio dei Pini, e di costringerli a farsi realizzare il “bellissimo” viadotto da periferia suburbana di Caracas con annessa rotatoria in quota, l’Assessorato regionale dei lavori pubblici era giunto a dichiarare il ponte in coda al lago, sulla strada n. 51, abusivo (nota di prot. 1259 del 16.09.2016, che per motivi a noi sconosciuti affermava che “… i ponti sul Rio San Gerolamo lungo le strade n. 51 (in coda del lago) e n. 52 (presso l’ex Hydrocontrol), in località Poggio dei Pini nel Comune di Capoterra, risultano a suo tempo realizzati senza l’autorizzazione prescritta dal R.D. 523/1904”.
Peccato che tale manufatto fosse non solo autorizzato, ma perfino collaudato dalla stessa Regione Sardegna, ed a tali conclusioni è giunto il competente organo di polizia giudiziaria, che su delega del P.M. dott. Marco Cocco ha svolto le relative indagini penali.
Sconcerta vivamente la lettura delle motivazioni per le quali il procedimento penale è stato archiviato:
ponte sulla strada n. 51 (in coda al lago) – estratto della annotazione di P.G.:
appare logico ritenere che il ponticello lungo la strada 51 di Poggio dei Pini, ubicato immediatamente a monte del lago grande (…) può essere ritenuto assolutamente “regolare” da un punto di vista giuridico/amministrativo/autorizzativo (pag. 5);
l’opera in questione (…) è stata dichiarata di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza – D.P.R.G. n. 108/5Str del 8.07.1971 (decreto di chiusura della concessione), nel quale sono opportunamente richiamati tutti i precedenti Decreti;
come previsto dalla L.R. 26/62 l’Ispettorato Compartimentale per l’Agricoltura di Cagliari si rivolse all’Ufficio del Genio Civile di Nuoro, al fine di richiedere il collaudo finale delle opere eseguite;
nel medesimo D.P.R.G. n. 108/5Str del 8.07.1971 (decreto di chiusura della concessione) si legge chiaramente il seguente passo di interesse “visto il certificato di collaudo emesso in data 24.02.1971, con il quale l’Ing. Collaudatore certifica la regolare esecuzione dei lavori;
tutta l’opera, attinente alla realizzazione della “Strada vicinale Pauliara-Santa Barbara”, comprese le opere idrauliche annesse, fu oggetto e superò il collaudo a cura di un funzionario del Genio Civile Statale, tale Ing. Sellitti Francesco, mediante emissione di certificato di collaudo in data 24.02.1971.
ponte sulla strada 52 (pressi Hydrocontrol) – estratto della annotazione di P.G.:
in conclusione, dalla verifica e dalla lettura dei documenti acquisiti presso il Comune di Capoterra si evince senza ombra di dubbio che il ponticello realizzato sul Rio San Gerolamo, loc. “Genna e Murdegu” pressi Hydrocontrol, non solo è stato realizzato legittimamente con il preventivo rilascio di formale autorizzazione idraulica, ai sensi dell’art. 93 del R.D. 523/1904, ma è stato addirittura collaudato (da un punto di vista idraulico e non statico), dall’ingegnere collaudatore nella persona di Alessandro Casu con verbale in data 27.2.1990.
CONCLUSIONI – estratto annotazione di P.G.
in estrema sintesi, quanto riportato e dichiarato nella nota prot. n. 1259 del 16.09.2016, a cura del Commissario Straordinario delegato per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nella Regione Autonoma della Sardegna (…) (che ha dato avvio alla delega di indagini per cui si procede), di seguito trascritta integralmente riguardo al solo passo di interesse <<… dagli accertamenti effettuati dal Servizio Territoriale delle Opere Idrauliche di Cagliari (S.T.O.I.C.A.) risulta che i ponti sul Rio San Gerolamo lungo le strade n. 51 (in coda al lago) e n. 52 (presso l’ex Hydrocontrol), in località Poggio dei Pini nel Comune di Capoterra, risultano a suo tempo realizzati senza l’autorizzazione prescritta dal R.D. 523/1904…>> non risulta veritiero (…).
Noi non possiamo che stigmatizzare e deplorare il comportamento profondamente scorretto ed irresponsabile dell’Assessorato regionale dei lavori pubblici, che è giunto finanche a dichiarare pubblicamente ed in atti il falso, forse per tentare di intimorire cittadini ed istituzioni locali, e conseguentemente colare gli oltre 7 milioni di euro di cemento armato precompresso (diventati oggi 15 milioni) del “capolavoro” della Metassociati Srl – ovvero delle sue evoluzioni - in una zona sottoposta ad un duplice vincolo di tutela paesaggistica, in coda ad un meraviglioso lago.







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