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L'assemblea (vuota) dei Poggini per Poggio a favore dell'ecomostro da 15 milioni di euro era "privata", ad inviti.


Emergono in queste ore fatti sconcertanti ed inquietanti in ordine alla pseudo assemblea (vuota) organizzata dai Poggini per Poggio “in esilio”, nella sala parrocchiale di Rio San Gerolamo, protesa a tentare di “legittimare” la realizzazione di un ecomostro da quasi 15 milioni di euro in coda al lago di Poggio dei Pini.


In primo luogo, l’assemblea era “privata”, ad inviti. Nessuno sapeva nulla e nessuno poteva partecipare se non invitato. In realtà finanche gli “invitati” non hanno partecipato, e la sala era inesorabilmente vuota, con grande imbarazzo della Regione che si aspettava di dialogare con gli abitanti della Comunità di Poggio dei Pini.


Intervento shock di Maurizio Cadone: “non rimane che realizzare questa benedetta alternativa 3 che, all’unanimità, gli esperti Ospiti hanno considerato come unica tecnicamente e ambientalmente sostenibile”.


Ma Maurizio sa che gli “esperti ospiti” hanno un sicuro interesse a realizzare l’opera perché solo di parcelle professionali guadagnerebbero più di 1,5 milioni di euro? Nessuno mette in dubbio la legittimità di tali compensi, ma altresì non può essere messo in dubbio che tali soggetti fossero “leggermente” di parte.


I Poggini per Poggio hanno un concetto di democrazia e di confronto realmente singolare, ma possono pure mettersi l’anima in pace.


La coda del lago non sarà mai vituperata da un osceno viadotto ferroviario da 15 milioni di euro che include anche una “garbata” rotatoria di diametro esterno pari a 34 m con risoluzione dell’intersezione a 4 bracci.


Tutto ciò può essere realizzato nella periferia suburbana di Caracas, non nella città-giardino di Poggio dei Pini.












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