28 giugno 2025, Poggini per Poggio
- Franco Magi
- 30 giu 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Il 28 giugno 2025 sarà sempre ricordato per l’onta che ha dovuto subire la Cooperativa Poggio dei Pini da parte di una piccola minoranza di soci che ha bramato intere settimane per tentare di bocciare senza alcun motivo il bilancio, al solo scopo di manifestare un seppur legittimo dissenso interno.
Tale irresponsabile e goffo tentativo è naufragato tragicomicamente, ed i volti dei “Poggini per Poggio” restituiscono in modo palmare il risultato elettorale.
La Comunità di Poggio dei Pini ha una istruzione medio alta, e possiamo pertanto fare una disamina culturale della sconfitta del 28 giugno nell’arte, da Caravaggio all’impressionismo.
Se l’assemblea dei soci della nostra Cooperativa si fosse tenuta il 28 maggio 1590, la sconfitta dei Poggini per Poggio sarebbe stata resa realtà attraverso l’uso dei forti contrasti di luce ed ombra, mai tanto veritiera e vitale.
Nei dipinti dei pittori caravaggeschi si ritrova questo grande realismo soprattutto nel riprodurre nature morte ed interni con figure umane, rappresentate queste figure generalmente su sfondi monocromi (spesso scurissimi, dipinti con campiture di bruni bituminosi o di terra d’ombra) ed illuminate da squarci di luce violenta e teatrale. Grazie a ChatGpt possiamo apprezzare il risultato, uno straordinario dipinto caravaggesco della sconfitta.
Immaginiamo poi che l’assemblea dei soci avesse avuto luogo il 28 giugno 1890, in pieno impressionismo.
Ecco lo splendido risultato: gli impressionisti dipingevano prevalentemente all'aria aperta, en plein air, pratica facilitata dall'introduzione sul mercato, a partire dal 1859, dei tubetti di colore e del cavalletto da campagna, tutto era facile da trasportare. La pratica di dipingere fuori dallo studio portò anche a scegliere un formato delle tele più piccole.
Caratteristiche della pittura impressionista erano i contrasti di luci e ombre, i colori forti, vividi, che avrebbero fissato sulla tela le sensazioni del pittore di fronte alla natura. Il colore stesso era usato in modo rivoluzionario: i toni chiari contrastano con le ombre complementari, gli alberi prendono tinte insolite, come l’azzurro, il nero viene escluso, preferendo le sfumature del blu o del marrone, in contrapposizione alla dottrina accademica che insegnava l’utilizzo di colori scuri.
La nitidezza dei colori veniva influenzata anche dall’uso dell’acquarello, in particolare dai predecessori come Johan Barthold Jongkind, che veniva utilizzato per conferire leggerezza al dipinto. In genere, gli artisti cercavano di creare un effetto di istantaneità e movimento, di trascrivere i cambiamenti di luce o di atmosfera e dal passare delle stagioni. Si ricordano a questo proposito le numerose versioni della Cattedrale di Rouen, riprodotta nelle diverse ore del giorno e in diverse condizioni climatiche, di Claude Monet verso la fine del 1890.
Anche in questo caso, con l’aiuto di ChatGpt, sappiamo come Monet avrebbe rappresentato la sconfitta dei Poggini per Poggio.







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