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Poggio dei Pini non è Barracamanna

Con tutto il rispetto per Barraccamanna, Poggio dei Pini è nata ed è cresciuta secondo un modello completamente diverso: quello di una città-giardino nella quale qualità ambientale, bassa densità abitativa, dimensione dei lotti, verde e paesaggio costituiscono un equilibrio preciso e, soprattutto, il patrimonio comune di tutti i soci e gli abitanti.


Non è un caso che i soci fondatori della Cooperativa, con una lungimiranza che oggi dovremmo avere l'intelligenza di preservare, abbiano voluto tutelare proprio questo equilibrio estetico, paesaggistico e antropico, prevedendo dimensioni minime dei lotti e limiti al loro frazionamento.


Per questo desta forte preoccupazione la notizia secondo cui il Consiglio di amministrazione dell'11 agosto avrebbe approvato all'unanimità la proposta di modificare lo Statuto consentendo il frazionamento dei lotti di maggiori dimensioni, anche quando già edificati.


Se confermata, non sarebbe affatto una modifica marginale.


Aprire oggi il varco al frazionamento significa infatti introdurre un principio destinato inevitabilmente a produrre conseguenze nel tempo: dal lotto unico al bifamiliare, dal bifamiliare al quadrifamiliare, dall'eccezione alla regola il passo può diventare sorprendentemente breve.


E a quel punto cambierebbe Poggio.


Aumenterebbero la densità edilizia e il carico urbanistico, le automobili, gli accessi, le recinzioni e la pressione sulle infrastrutture; diminuirebbero gli spazi verdi privati e quella distanza tra le costruzioni che rappresenta uno degli elementi caratterizzanti della nostra lottizzazione.


Ma esiste anche una questione molto più concreta, che riguarda direttamente il patrimonio delle famiglie: se Poggio dei Pini perde progressivamente la propria unicità, rischia di perdere anche valore immobiliare.


Il valore di una casa a Poggio non dipende soltanto dai metri quadrati dell'edificio. Dipende dal contesto, dal verde, dalla dimensione dei lotti, dalla bassa densità e dalla qualità complessiva dell'insediamento. Trasformare progressivamente questo modello in un tessuto edilizio più fitto potrebbe significare abbattere proprio quel differenziale di valore che rende Poggio dei Pini diversa da tante altre zone residenziali dell'area metropolitana.


C'è poi un altro aspetto sul quale sarà bene essere estremamente chiari.


La necessità di adeguare lo Statuto alla recente normativa è una cosa, e su questo naturalmente nessuno discute. Approfittare di quell'adeguamento per introdurre modifiche ulteriori, non imposte dalla legge e capaci di incidere profondamente sull'identità e sul futuro di Poggio dei Pini, sarebbe tutt'altra cosa.


Spero quindi che nessuno pensi di far passare, dentro un necessario adeguamento normativo, norme intruse che nulla hanno a che vedere con quell'adempimento e che meritano invece una discussione autonoma, trasparente e approfondita davanti a tutti i soci.


Perché lo Statuto, per una comunità come la nostra, è qualcosa di molto simile a una Costituzione. E una Costituzione non si modifica con leggerezza, soprattutto quando le modifiche possono produrre effetti irreversibili sul territorio e sul patrimonio di centinaia di famiglie.


Ai tanti abitanti che in queste ore mi hanno contattato preoccupati voglio però dire una cosa molto semplice: per ora si tratta soltanto di una proposta.


Dovrà essere sottoposta ai soci, che certamente non sono degli sprovveduti e sapranno distinguere un adeguamento imposto dalla legge da una scelta urbanistica e patrimoniale di tutt'altra natura. E gli eventuali effetti urbanistici dovranno comunque confrontarsi con gli strumenti e le competenze dell'Amministrazione comunale.


Per quanto mi riguarda, finché avrò l'onore di rappresentare Poggio dei Pini nelle istituzioni, farò tutto ciò che rientra nelle mie possibilità per difenderne la bellezza, l'identità, il valore e soprattutto l'unicità.


Poggio dei Pini può certamente cambiare, migliorare e adeguarsi ai tempi. Ma non può essere snaturata.


E se qualcuno coltiva davvero l'idea di trasformarla progressivamente in un insediamento ad alta densità, frazionando lotti e moltiplicando unità immobiliari, può forse risparmiarci il lungo percorso: si candidi direttamente alla Municipalità di Pirri.


Noi, invece, continueremo a difendere Poggio dei Pini.




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