Doppietta per Trudu: dopo la Regione, anche il Comune di Elmas respinge la sua opposizione all'accesso agli atti
A distanza di pochi giorni, arriva una seconda decisione amministrativa che non accoglie l’opposizione dell’Ing. Roberto Trudu all’accesso a documenti che lo riguardano.
Dopo la vicenda regionale relativa alla dichiarazione sul conflitto di interessi, sulla quale la Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza della Regione ha riconosciuto la trasparenza del documento, adesso è il Comune di Elmas a pronunciarsi in modo altrettanto chiaro.
Questa volta avevo chiesto, mediante accesso civico generalizzato, la documentazione relativa agli incarichi professionali svolti da Trudu per il Comune di Elmas, con particolare riferimento a determinazioni, liquidazioni, pagamenti, fatture e documentazione attestante le prestazioni effettuate.
Trudu, individuato dal Comune come controinteressato, si è formalmente opposto all’accesso il 28 agosto 2026. Il Comune ha esaminato le sue motivazioni e, con nota del 21 settembre, ha deciso di non accoglierle come motivo sufficiente per negare integralmente l'accesso.
La frase contenuta nel provvedimento del Comune non lascia spazio a equivoci:
«L’opposizione del controinteressato è stata attentamente esaminata e le ragioni ivi dedotte non sono risultate idonee a fondare un diniego integrale dell’accesso».
Il Comune ha quindi disposto l’accesso, seppure parziale e con i normali oscuramenti dei dati personali non pertinenti, a una documentazione molto ampia: determinazioni e atti di liquidazione, mandati di pagamento con date e importi, fatture e note di pagamento, relazioni, attestazioni e verifiche sulla regolare esecuzione delle prestazioni, oltre agli ulteriori atti dai quali risultino compensi maturati, liquidati o corrisposti.
E qui nasce una domanda che ritengo del tutto legittima: perché opporsi?
Parliamo di incarichi conferiti da una pubblica amministrazione, pagati con risorse pubbliche e documentati attraverso atti amministrativi, liquidazioni e mandati di pagamento. La tutela della riservatezza esiste e deve essere rispettata, ma proprio il Comune di Elmas dimostra quale sia la strada ordinaria: oscurare IBAN, codici fiscali, recapiti personali e gli altri dati eccedenti, non sottrarre integralmente alla conoscibilità la documentazione amministrativa.
Per questo trovo quantomeno singolare il ripetersi del tentativo di impedire l’accesso.
Nel primo caso, in Regione, l’opposizione riguardava la dichiarazione sul conflitto di interessi: la RPCT regionale ha invece ricondotto quel documento nell’ambito della trasparenza. Nel secondo caso, a Elmas, l'opposizione riguardava gli atti relativi agli incarichi professionali: anche qui l’amministrazione ha ritenuto che le ragioni addotte non giustificassero un diniego.
Roberto Trudu risulta attualmente Direttore del Servizio demanio e patrimonio di Cagliari della Regione Sardegna. Proprio per questo, a mio avviso, sarebbe nell’interesse di tutti che sulle attività professionali e sugli incarichi svolti per amministrazioni pubbliche ci fosse la massima chiarezza possibile.
Non comprendo, dunque, cosa ci sia da nascondere.
Non sto affermando che i documenti contengano qualcosa di irregolare: saranno gli atti, una volta acquisiti, a parlare. Ma proprio per questo continuo a non comprendere la ragione di queste opposizioni. Se gli atti sono regolari, pubblici o comunque accessibili nei limiti stabiliti dalla legge, la trasparenza dovrebbe essere la soluzione più semplice, non un problema da contrastare.
Ora decorreranno i quindici giorni previsti dall'art. 5, comma 6, del D.Lgs. 33/2013 e, in assenza di impugnazioni capaci di sospendere gli effetti del provvedimento, il Comune di Elmas mi trasmetterà la documentazione richiesta in formato digitale.
Poi la leggeremo.
Atto per atto. Pagamento per pagamento. Data per data.
Perché quando si parla di incarichi e denaro pubblico, la trasparenza non dovrebbe fare paura a nessuno.





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