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Poggio dei Pini non è via Montenapoleone

Nel corso dell’ultima assemblea dei soci della Cooperativa Poggio dei Pini si è assistito ad un dibattito che, per certi versi, ha lasciato molti presenti sinceramente sorpresi.


Alcuni esponenti dei cosiddetti “Poggini per Poggio”, con toni quasi da consulenza immobiliare di alta finanza, hanno incredibilmente chiesto conto degli affitti applicati alle strutture sportive e sociali della Comunità – dall’Ex O ad Epulae passando per la zona sportiva – arrivando perfino a proporre un ragionamento parametrato ai metri quadri, quasi ci trovassimo in Via Montenapoleone a Milano e non in una realtà cooperativa con vocazione mutualistica e sociale.


Sfugge forse un elemento essenziale: molte di queste strutture sono gestite da associazioni sportive dilettantistiche e realtà senza scopo di lucro, animate da volontari che dedicano tempo, energie e passione per offrire servizi, occasioni di aggregazione, sport, cultura e socialità alla Comunità.


Davvero si pensa che un campo sportivo, una struttura sociale o un luogo di incontro debbano essere valutati esclusivamente con il metro del rendimento immobiliare? Che il valore di un centro sportivo si misuri come il canone di una boutique del lusso?


Lo sport – soprattutto quello dilettantistico – non produce ricchezza economica per chi lo organizza. Produce qualcosa di molto più importante: ragazzi che crescono sani, lontani da cattive frequentazioni, famiglie che si incontrano, socialità, benessere, qualità della vita. Produce una Comunità più forte.


Ed è proprio questo il punto: la Cooperativa Poggio dei Pini non nasce per massimizzare profitti come un fondo immobiliare, ma ha uno scopo mutualistico, cioè quello di generare benefici collettivi per i soci e per il territorio.


Gli impianti sportivi e sociali hanno un valore che non può essere ridotto ad una fredda equazione “euro per metro quadro”. Lo Stato realizza scuole, università, musei, biblioteche, impianti sportivi, perfino dighe e infrastrutture pubbliche, non perché ogni opera debba andare in utile economico, ma perché svolgono una funzione sociale essenziale.


A Poggio dei Pini, avere tante associazioni vive, persone che si impegnano gratuitamente, eventi, sport, cultura e spazi di aggregazione è un privilegio, non un problema. Sono proprio queste realtà che rendono il nostro territorio più bello, più attrattivo e, indirettamente, contribuiscono anche ad aumentare il valore degli immobili e la qualità della vita.


Ridurre tutto ad un ragionamento da perizia immobiliare, in una Comunità cooperativa, appare francamente stucchevole. Perché Poggio dei Pini non è solo un insieme di metri quadri: è una Comunità. E le Comunità crescono grazie alle persone che si mettono al servizio degli altri, non con il tariffario di una strada del lusso milanese.






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