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Piccoli passi verso il ritorno al voto segreto

Come si deve votare a Poggio dei Pini per l’elezione degli amministratori? Giuseppe Monni, più volte sostenitore in passato del voto palese, si è dichiarato meno intransigente e, intervenendo sulla pagina web Poggio dei Pini Blogspot, è passato dal “è vietato dalla legge” a un “forse si può fare”. È un fatto positivo. Piano piano, a piccoli passi, ci stiamo allontanando dagli steccati e stiamo andando verso una soluzione condivisibile.


Il neo consigliere ha suggerito di approfondire l’argomento e ha proposto di organizzare un piccolo convegno invitando alcuni esperti che illustrino compiutamente il problema. È una proposta interessante che però può rivelarsi controproducente: sappiamo infatti che su questo argomento la dottrina non è concorde e mettere in campo nuove interpretazioni, lungi dal risolvere il dilemma, potrebbe farci uscire dal convegno ancora più divisi.


Egualmente divergenti sono le sentenze emesse dalla magistratura che, come è accaduto per i pareri dei giuristi, si è occupata innumerevoli volte delle modalità di votazione nelle società commerciali. Ma, se prendiamo in considerazione le sentenze emesse dai giudici civili possiamo notare che una sola volta la Corte di Cassazione è entrata nel merito delle modalità di voto nelle cooperative e l’ha fatto pronunciando parole che lasciano poco spazio ai dubbi.


La sentenza del 21 novembre 1996 (n.10279) ha riconosciuto le peculiarità delle cooperative nella vasta famiglia delle società commerciali e, dopo aver messo in evidenza il fatto che il socio potrebbe essere sottoposto a pressioni provenienti da gruppi interni, ha individuato nel voto segreto uno strumento che favorisce la genuinità nella scelta degli amministratori. Questo, si badi bene solo nelle società cooperative e solo nelle votazioni per la nomina delle cariche sociali.


Il 27 novembre 2001 la Corte d’Appello di Bologna ha confermato la legittimità del voto segreto aggiungendo che in queste votazioni è necessario garantire la possibilità di rendere palese il voto ai soci che lo desiderino.


La riforma societaria del 2003 ha avuto importanti ripercussioni nell’ambito societario ma non ha intaccato la validità delle argomentazione espresse dalla Suprema corte. Nel 2005, lo studio n. 5630/I del CNN (il Consiglio Nazionale del Notariato che collabora con il Ministero della Giustizia garantendo un controllo preventivo di legalità) ha affermato che il voto segreto è generalmente incompatibile con le nuove norme ma lo ha riconosciuto valido nel caso delle votazioni per la nomina degli organi sociali delle cooperative.





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