Poggio dei Pini non è Barracca Manna: tutti contrari al frazionamento dei lotti
- Franco Magi
- 1 minuto fa
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Poggio dei Pini non è Barracca Manna.
E, soprattutto, i suoi abitanti non vogliono che lo diventi.
Domani il Consiglio di amministrazione della Cooperativa sarà chiamato a discutere le modifiche dello Statuto. Alcune sono necessarie e indispensabili, perché conseguenti all’adeguamento alla normativa vigente. Altre, invece, con gli obblighi di legge non hanno nulla a che vedere e sembrano essere state infilate nel pacchetto quasi di soppiatto.
Tra queste spicca la proposta di aprire al frazionamento dei lotti, una scelta che rischierebbe di modificare per sempre l’identità urbanistica, paesaggistica e residenziale di Poggio dei Pini.
Su questo punto la posizione degli abitanti appare chiarissima: Poggio deve rimanere Poggio.
E apprezzo sinceramente che anche “Poggini per Poggio”, i cui rappresentanti avevano inizialmente votato la proposta in Consiglio di amministrazione, abbiano successivamente preso pubblicamente le distanze da questa sciagurata ipotesi, manifestando perplessità e preoccupazioni che condivido pienamente.
Quando ci si rende conto che una scelta può essere sbagliata, cambiare posizione non è una debolezza: è un atto di responsabilità.
IL GIOCO DEL “RIGUARDA SOLO ALCUNI LOTTI” NON CONVINCE NESSUNO
Poco importa che qualche mente particolarmente cervellotica tenti ora, attraverso elaborate elucubrazioni, di tranquillizzare tutti sostenendo che il frazionamento riguarderebbe soltanto alcuni lotti, al verificarsi di determinate condizioni, sopra una certa superficie minima o nel rispetto di particolari parametri.
Il problema non è quanti lotti potrebbero essere frazionati domani mattina.
Il problema è il principio che verrebbe introdotto nello Statuto.
Una volta abbattuto il principio dell’indivisibilità, si apre un varco. E quel varco, con successive modifiche, interpretazioni, deroghe e nuove maggioranze, può facilmente diventare una voragine.
Oggi due lotti. Domani dieci. Dopodomani nuove deroghe. Poi il lotto minimo viene ulteriormente ridotto, la bifamiliare diventa quadrifamiliare e, pezzo dopo pezzo, la città-giardino immaginata dai fondatori viene trasformata in qualcosa di completamente diverso.
Non serve molta fantasia per capire dove possa condurre questa strada.
POGGIO DEI PINI È NATA CON UN’IDEA PRECISA
Poggio dei Pini non è semplicemente un insieme di case.
È nata sulla base di un preciso equilibrio tra edificazione, verde, paesaggio, densità abitativa e qualità della vita.
Le dimensioni dei lotti e la loro non frazionabilità non erano un capriccio dei fondatori, ma uno degli strumenti attraverso i quali quell’equilibrio doveva essere preservato nel tempo.
Cambiare quel principio significa intervenire sul DNA stesso della lottizzazione.
Con tutto il rispetto per Barracca Manna, che ha una storia e caratteristiche urbanistiche completamente differenti, chi vuole vivere in un quartiere ad edificazione intensiva ha molte possibilità di scelta. Non è necessario trasformare Poggio dei Pini in ciò che non è mai stata.
MA C'È UNA DOMANDA ANCORA PIÙ SCOMODA: A CHI SERVE?
C’è poi un’altra questione, sollevata correttamente anche dai “Poggini per Poggio”, che merita una risposta limpida.
Chi beneficerebbe concretamente di questa modifica?
Prima di modificare una norma statutaria così delicata sarebbe opportuno sapere quanti siano esattamente i lotti interessati, chi ne siano i proprietari e quale sia l’interesse generale della compagine sociale che giustificherebbe una scelta destinata a incidere sull’intero assetto di Poggio dei Pini.
Perché se dovesse emergere che i beneficiari sono pochissimi, la questione diventerebbe, se possibile, ancora più inquietante.
Una modifica dello Statuto di una Cooperativa con circa mille soci non può essere costruita per soddisfare interessi particolari di pochi proprietari. E sarebbe inevitabile domandarsi se dietro un’operazione apparentemente incomprensibile per la generalità dei soci non possano nascondersi favori a specifici interessi o, peggio ancora, logiche di consenso e possibili “marchette elettorali”.
Non lo affermiamo. Chiediamo proprio che siano trasparenza, numeri e nomi a sgombrare il campo da qualunque sospetto.
DOMANI IL CDA HA L'OCCASIONE DI CHIUDERE LA QUESTIONE
Il Consiglio di amministrazione ha domani un’occasione molto semplice: approvare le modifiche statutarie realmente necessarie per adeguarsi alla legge e cancellare quelle che con l’adeguamento normativo non hanno nulla a che vedere.
Non si utilizzi una revisione necessaria dello Statuto come cavallo di Troia per introdurre trasformazioni che meritano, semmai, una discussione autonoma, trasparente e approfondita davanti a tutti i soci.
Sul frazionamento dei lotti non servono formule bizantine, distinguo o rassicurazioni costruite con il bilancino.
Serve una parola semplicissima:
NO.
Perché una volta aperta quella porta potrebbe essere molto difficile richiuderla.
Poggio dei Pini deve continuare ad essere Poggio dei Pini. Non la brutta copia di Barracca Manna.





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