Pala Poggio, assemblea sul viadotto
- Franco Magi
- 24 mag
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Venerdì 22 maggio, al Pala Poggio, si è tenuta una assemblea informativa sul futuro del collegamento viario in coda al lago di Poggio dei Pini, promossa dalla Cooperativa Poggio dei Pini per illustrare ai soci le ipotesi progettuali attualmente sul tavolo.
Nel corso dell’incontro sono state presentate le tre opzioni elaborate: il viadotto originario, definito da molti una struttura di rara bruttezza progettuale; la realizzazione di due ponti con campate rispettivamente di 40 e 20 metri, soluzione che comporterebbe però la creazione di un vero e proprio canyon artificiale – profondo circa tre metri e largo quaranta – mediante l’utilizzo di esplosivi; infine un ponte ferroviario ad archi estradossati, dal costo stimato di circa 15 milioni di euro. A queste si è aggiunta la cosiddetta “opzione zero”, richiesta anche dalla Soprintendenza di Cagliari, fondata sull’assenza di nuove opere invasive e sull’adozione di un moderno sistema di protezione civile telecontrollato.
Durante l’assemblea è intervenuto il Sindaco di Capoterra, Beniamino Garau, che ha ribadito la straordinaria bellezza paesaggistica dell’area posta in coda al lago, interessata da un duplice vincolo di tutela, sottolineando la necessità di evitare opere fortemente impattanti e di privilegiare invece, in linea con quanto già condiviso anche dalla precedente amministrazione comunale, soluzioni moderne di protezione civile basate sul telecontrollo e sulla prevenzione.
È intervenuto anche il Presidente del Consiglio comunale, Franco Magi, che ha espresso una posizione netta: «Non si può strumentalizzare la messa in sicurezza per tentare di calare quindici milioni di euro di cemento armato in un contesto ambientale di pregio», osservando, con una provocazione volutamente forte, che diversamente si dovrebbe arrivare all’assurda conclusione di demolire anche aree storicamente esposte a rischio idraulico, come il centro storico di Firenze, inclusi monumenti simbolo quali la Basilica di Santa Maria Novella e gli Galleria degli Uffizi.
Il socio Giorgio Plazzotta si è invece soffermato sull’importanza del ponte previsto in località Hydrocontrol, poco più a monte, destinato a garantire una via di fuga permanentemente sicura.
Non sono mancati i pochi interventi favorevoli al viadotto, sostenuti da alcuni esponenti dell’associazione “Poggini per Poggio”, presenti in numero piuttosto contenuto. Tra le motivazioni emerse nel dibattito, alcune hanno suscitato sorpresa e ironia tra il pubblico: dalla necessità di “poter andare a prendere un caffè” (Pia Boi) fino alla lamentata difficoltà di transito delle carrozzine della spesa sull’attuale ponticello (P.P. Nurchis), sino alla tesi secondo cui il futuro viadotto, in fondo, “non sarebbe un viadotto”.
Una discussione vivace, che ha però confermato un punto condiviso da molti: la coda del lago di Poggio dei Pini rappresenta uno dei luoghi più belli e delicati del territorio, e qualsiasi scelta futura dovrà necessariamente misurarsi con la tutela del paesaggio, il buon senso e un reale equilibrio tra sicurezza e conservazione ambientale.






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