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Assemblea da incubo a Poggio dei Pini: code infinite sotto il sole

C’è una domanda che, dopo l’ultima Assemblea dei soci della Cooperativa Poggio dei Pini, aleggia inevitabilmente tra molti residenti: quale eccelsa mente organizzativa è riuscita nell’impresa – apparentemente impossibile – di concepire un sistema di votazione tanto cervellotico da trasformare un momento democratico in un autentico percorso di resistenza fisica? Perché, diciamolo senza giri di parole: fare peggio sarebbe stato davvero difficile.


E proprio per questo viene quasi da pensare che qualcuno si sia cimentato con un certo talento nel raggiungere un obiettivo tanto ambizioso. Il meccanismo escogitato prevedeva infatti una procedura bifase, degna della più raffinata burocrazia: prima registrarsi per partecipare all’assemblea, poi – incredibilmente – registrarsi nuovamente per votare. Il risultato? Code interminabili, attese di ore, persone ferme al caldo e sotto il sole, anziani e disabili compresi, costretti a sopportare un disagio che avrebbe potuto – e dovuto – essere evitato con un minimo di buon senso organizzativo.


Come se non bastasse, la situazione è stata ulteriormente aggravata dalla farraginosità della procedura elettorale, resa ancora più lenta dalla numerazione delle schede e da un sistema che, pur formalmente legittimo, ha lasciato più di una perplessità. Va detto con chiarezza e correttezza: nessuna norma è stata violata. La segretezza del voto, infatti, è costituzionalmente garantita nelle elezioni pubbliche e non nelle società private o cooperative.


Tuttavia, ciò non impedisce una riflessione di opportunità e di civiltà democratica. Perché una cosa appare evidente: quando si votano delle persone – e non meri atti amministrativi – il voto segreto rappresenta una forma di tutela, libertà e serenità per tutti. A maggior ragione in una comunità come Poggio dei Pini, dove inevitabilmente ci si conosce, ci si incontra ogni giorno e dove le dinamiche personali rischiano di pesare più del necessario.


Per questo, pur riconoscendo la piena legittimità formale della procedura adottata, sarebbe auspicabile che le future elezioni del Consiglio di amministrazione avvenissero mediante voto segreto, con modalità snelle, moderne e rispettose della dignità dei soci. Un sincero ringraziamento va a tutti i soci, che con pazienza e senso di appartenenza hanno sopportato una organizzazione che molti hanno percepito come gravemente inadeguata – e qualcuno, maliziosamente, persino scientificamente studiata per complicare ciò che avrebbe potuto essere semplice.


Un grazie anche all'avv. Piero Franceschi, che ha condotto l'assemblea con capacità ed imparzialità.


Una nota altamente positiva, però, merita di essere sottolineata: il grande successo del Pala Poggio, che ha ospitato l’assemblea dimostrando ancora una volta tutta la sua versatilità, capienza ed efficacia, confermandosi una struttura moderna e perfettamente idonea anche alla gestione di eventi partecipati e di grandi numeri.





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